Lilli Funaro, ragazza (im)perfettamente perfetta

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Vuoi conoscere Lilli Funaro?

Vieni con me e con Michele, suo fratello minore, l’unico maschio di quattro fratelli: Maria Pia, Liliana, detta Lilli appunto, e Francesca.

Vuoi conoscere Lilli?

Cercala nelle note che ogni agosto animano l’Anfiteatro dei Ruderi di Cirella, Diamante, in Calabria.

Vuoi conoscere Lilli?

Connettiti a www.fondazionelilli.it, visita il sito, oppure vai a Cosenza, al Viale Giacomo Mancini 150 in quello che avrebbe dovuto essere uno studio medico, lo studio medico dove Lilli avrebbe dovuto lavorare, ed invece dal 2004 è diventato la sede della Fondazione a Liliana intitolata.

Perché Lilli, ora come ora, non la puoi incontrare per strada a Cosenza, né a Diamante, né a Roma dove frequentava con grande profitto e massima passione la Facoltà di Medicina.

Non la puoi trovare nella sua casa, tra i suoi amati fratelli, né con i suoi genitori, che hanno affrontato la più grande delle perdite.

Non la puoi incontrare in una delle mille discoteche dove fino a che le è stato materialmente possibile – e forse anche oltre, a ben vedere – voleva andare e restare fino a chiuderla.

Non puoi salutarla a Lourdes dove ogni anno, per tanti anni, con la sorella Maria Pia accompagnava i malati in pellegrinaggio.

Non la puoi trovare tra i suoi amici che in un certo giorno di febbraio, il 26, del 2004 hanno deciso di onorare la sua recentissima dipartita, non con pianti, non con il dolore, ma con la musica, la musica di una chitarra e le voci di chi Lilli, l’amava, la rispettava, di chi con Lilli rideva, perché con Lilli, a quanto ho capito era facile ridere.

Lilli era “una ragazza perfetta”, come tutte quelle che celebriamo qui su sukonna.org, anche se Michele  – fratello di Lilli e “frontman” della Fondazione Lilli – mi assicura che questa definizione l’avrebbe fatta rabbrividire, perché lei tutto voleva, tranne che aspirare alla perfezione; perché Lilli tutto pensava di sé fuorché di essere perfetta, anche se, probabilmente lo era.

“Lilli era, Lilli è una delle persone più piene di vita che io abbia mai conosciuto” – mi dice al telefono Michele, da me contattato per parlare del prossimo evento realizzato dalla Fondazione Lilli. Un concerto, anzi il tradizionale concerto che dal 2005 anima l’estate di Diamante.

Quest’anno il 17 agosto alle ore 21:30 circa 2000 persone (sono ancora disponibili pochissimi biglietti) si riuniranno all’Anfiteatro dei Ruderi di Cirella (Diamante, Cosenza), assisteranno al concerto di Brunori Sas, l’artista del momento, fresco vincitore della Targa Tenco, ma vecchio amico di Michele, Francesca e Maria Pia. Già nel 2014, infatti, il cantautore aveva tenuto il suo concerto in favore della Fondazione e negli anni successivi aveva partecipato con slancio ed entusiasmo ad alcune altre iniziative.

Era un vulcano, non stava mai ferma. Per me è facile dirlo, ed anzi mi inorgoglisce, ma Lilli è, era, una delle persone più buone e disponibili che io abbia mai conosciuto. Non ricordo un’estate senza una delle sue amiche a casa nostra, o un amico triste che non piangesse sulla sua spalla. La ricordo ridere in discoteca, ballare alle feste, la ricordo partire con nostra sorella maggiore Maria Pia per accompagnare a Lourdes i malati per il pellegrinaggio. Ricordo la sorpresa che provammo in casa, quando ci comunicò che a Roma, dove era per frequentare la Facoltà di Medicina, l’altra sua grande passione, stava aiutando l’associazione “Nero e non solo”, insegnando l’italiano agli immigrati tra un corso e l’altro all’Università. Ho mille ricordi di Lilli, anche se proprio non riesco a considerarli tali, perché io con mia sorella parlo ancora ogni giorno dalla sua morte, avvenuta dopo sette anni di malattia, nel febbraio 2004. Ecco della sua morte che fu chiaramente tragica, straziante, per me, per i miei genitori, per le mie sorelle, perfino della sua morte, ricordo la musica. Quella suonata dai suoi, dai nostri amici, che la vollero vegliare così, con la chitarra e le canzoni che in vita, solo pochi minuti prima, Lilli aveva amato.

Un rapporto specialissimo quello di Lilli con la musica: tutto era musica per lei, e forse lei stessa era una bellissima canzone che tanti hanno avuto la possibilità di ascoltare, ma non di imparare a memoria, perché l’hanno – l’abbiamo – potuta ascoltare per troppo poco tempo.

La musica che amava ed ascoltava continuamente, quella di Edoardo Bennato, di Francesco de Gregori e di Pino Daniele, di Pino Daniele in particolare.

Lilli adorava Pino Daniele, non so quante volte ha preso dei treni per attraversare l’Italia per ascoltare uno dei suoi concerti. Non abbiamo avuto un concerto più emozionante per la Fondazione e per noi che amiamo Lilli, di quello del 18 agosto 2010, quando riuscimmo a portare a Cirella, Pino Daniele, il cantautore preferito di Lilli. Un uomo di cui si dicevano molte cose, che fosse un ruvido, uno scostante. Pino Daniele, invece, era un artista immenso e dalla grande sensibilità umana che ebbe per noi e per la nostra attività delle parole dolcissime, così come per Lilli, la sua fan particolare.

Cancro, cancro al cervello con recidiva, questa la malattia, infame, che ha spezzato Lilli.

Che le ha impedito di continuare a portare la sua personalissima musica in giro per il mondo. Che ha interrotto il fluire rapido e caleidoscopico della sua incontenibile voglia di vivere, la stessa che non l’abbandonava quasi mai, neanche nei momenti più duri (anche se chiaramente alcuni brevi e devastanti momenti di sconforto non sono mancati, inevitabilmente).

Una malattia che non ammette sconti, ed infatti non ne ha fatti neanche a Lilli, operata, sottoposta a cure prima protocollari, poi sperimentali, in giro per l’Italia e non solo. E Lilli, brillante studentessa di Medicina, nel frattempo sapeva, capiva che il suo tempo stava inesorabilmente sfuggendo.

E non credo sia un pensiero facile da accettare a 29 anni.

Lilli aveva 29 anni quando è salita in cielo.

Solo 29 anni, mille progetti, una laurea di medicina quasi in tasca e con voti altissimi, nonostante tutto.

Fu proprio in quei momenti durissimi, infami, senza scampo, momenti in cui cedere alla disperazione era molto semplice che alla Professoressa Spadafora – che di Lilli era stata la docente di Lettere al Ginnasio – propose alla famiglia di creare una Fondazione per onorare la memoria di Lilli, che senza retorica, era stata per tanti un raggio di luce, di speranza.

E così, grazie all’intuizione della Prof. di Lettere di Lilli, Liliana resta un raggio di sole e di speranza: grazie a Lilli ed in suo nome e grazie all’impegno costante dei suoi fratelli Maria Pia, Michele e Francesca ed al coraggio esemplare dei genitori di Lilli, Ernesto e Tiziella, sono stati raccolti oltre 150.000 euro donati a giovani ricercatori che grazie a queste borse di studio hanno spesso cambiato la propria vita professionale.

 

A volte mi fermo a pensare – prosegue Michele –  a quanto queste cifre che, per certi versi , possono sembrare anche piccole, possano cambiare la storia di alcuni. La morte di Lilli ha coinciso con i tagli all’Università ed alla ricerca promossi dal Ministro Gelmini, durante uno dei governi Berlusconi. Non so più dire quanti dei ricercatori a cui abbiamo assegnato le borse nomino la Fondazione come uno snodo centrale della loro carriera. Molti di loro hanno confessato che senza le nostre borse, in particolare quelli che hanno ricevuto la più corposa quella che porta il nome di mia sorella, da 5000 euro, non avrebbero potuto continuare nel campo della ricerca nella lotta al cancro. Questo mi rende orgoglioso, e sono certo che rende felice Lilli più di ogni altra cosa.

Perché in effetti se si vuole conoscere Lilli è semplice, è ancora molto semplice.

Basta sfogliare le pagine del sito, o gli articoli postati sulla pagina Facebook della Fondazione (facebook.com/fondazionelilli).

Guardare le sue foto, in cui sembra ancora viva, in cui è ancora viva, ed in effetti non è un ricordo neanche per me che non ho fatto in tempo a conoscerla.

Lilli c’è in tutto quello che faccio, c’è nella mia famiglia, c’è in mia moglie, Giovanna, che l’ha conosciuta nei suoi ultimi 4 anni di vita e che Lilli ha subito apprezzato. Lilli è nei suoi nipoti, anche le mie sorelle hanno figli e i miei genitori – e quindi anche Lilli – hanno ben 8 nipoti. Lilli è nella musica che suona ogni anno, spesso due volte l’anno tra Diamante e Cosenza. Lilli è nei convegni che il nostro prestigioso Comitato Scientifico organizza ogni anno per fine febbraio. Lilli è viva, oggi come nel 2004, oggi come quando aveva 22 e non conosceva ancora il dolore.

 

Lilli è viva, evviva Liliana Lilli Funaro!

per sostenere la Fondazione Lilli www.fondazionelilli.it

Writer: Daniela Barbara Persico    Country Manager, SUKONNA Italy

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